Lombalgia nello sportivo a Brescia: fisioterapia attiva ed esercizio
Soffri di mal di schiena e fai sport? Scopri l’approccio di fisioterapia sportiva a Brescia basato su esercizio terapeutico e gestione dei carichi, non solo terapie passive.
Lombalgia nello sportivo: l’approccio odierno della fisioterapia sportiva basato sulle evidenze scientifiche.
La lombalgia (Low Back Pain – LBP) è uno dei motivi più frequenti di stop o riduzione della performance negli atleti.
Negli sport da contatto come rugby e Brazilian Jiu-Jitsu, la colonna lombare è sottoposta a carichi elevati, ripetuti e spesso imprevedibili.
Nel mio lavoro di fisioterapista sportivo a Brescia, incontro spesso atleti che arrivano dopo settimane o mesi di trattamenti passivi, con dolore che ritorna appena riprendono ad allenarsi.
Il problema non è “la schiena fragile”.
Il problema è come viene caricata.
Trattamenti passivi nella lombalgia: quando servono davvero
Premettendo che tutte le terapie fisiche hanno scarso (o nullo) supporto della letteratura scientifica, massaggi, terapia manuale, mobilizzazioni e terapie strumentali non sono inutili, ma hanno un ruolo molto limitato.
Nel paziente sportivo, le mani del fisioterapista servono soprattutto a valutare, non a “sistemare”:
- sensibilità dei tessuti
- risposta al carico
- tolleranza al movimento
- strategie di compenso
Questi trattamenti possono:
- ridurre temporaneamente il dolore
- migliorare la percezione corporea
- facilitare il ritorno al movimento
Non curano la lombalgia, ma possono aiutare il corpo al vero trattamento: L’ESERCIZIO TERAPEUTICO.
Lombalgia, sport da contatto e ginocchio: una catena, non un distretto isolato
Negli sport da contatto (rugby, calcio, Brazilian jiu-jitsu, la lombalgia è raramente un problema isolato.
Spesso è il risultato di una catena cinetica alterata.
Un esempio frequente:
- ginocchio rigido o debole (post infortunio, LCA, dolore persistente)
- ridotta capacità di assorbire il carico
- aumento dello stress su anche e colonna lombare
Trattare solo la schiena, senza considerare il gesto sportivo, significa perdere il vero bersaglio.
Ernia del disco e dolore lombare: cosa sapere davvero
Molti atleti arrivano in studio con una risonanza e una diagnosi di “ernia”.
Alcuni punti fondamentali:
- le ernie non rientrano con la terapia manuale
- moltissime persone sane hanno ernie senza dolore
- l’imaging non predice il dolore né la performance
Negli sportivi, attribuire tutto all’ernia porta spesso a:
- paura del movimento
- evitamento del carico
- peggioramento della condizione
Il dolore lombare va interpretato come un segnale di sovraccarico o ridotta tolleranza, non come un danno irreversibile.
Il vero trattamento della lombalgia: gestione dei carichi
Nel paziente sportivo, la lombalgia si gestisce lavorando su:
- volumi di allenamento
- intensità
- densità delle sedute
- rapporto carico / recupero
Molti episodi di dolore nascono da:
- aumenti troppo rapidi dei carichi
- accumulo di fatica
- recupero insufficiente
- stress extra-sportivo
Il ruolo del fisioterapista sportivo non è fermare l’atleta, ma aiutarlo ad allenarsi il prima possibile nelle migliori condizioni ed in sicurezza
Esercizio terapeutico: adattare la schiena allo sport
L’esercizio terapeutico non è “core stability” standardizzata.
È uno strumento per:
- desensibilizzare i tessuti
- aumentare la tolleranza al carico
- recuperare fiducia nel movimento
- adattare la colonna alle richieste specifiche dello sport
Nel rugby e nel Brazilian Jiu-Jitsu la schiena deve:
- trasmettere forza
- assorbire impatti
- controllare rotazioni
L’obiettivo non è proteggere la schiena, ma renderla più idonea a quello a cui verrà richiesto di fare durante il gesto sportivo.
Conclusione
La lombalgia nello sportivo non si risolve con una singola tecnica, ma con un percorso attivo e condiviso.
Le mani valutano, non curano
Le immagini non spiegano sempre il dolore
Il carico, se ben gestito, è parte della soluzione
L’esercizio è il vero farmaco